Parigi-Roubaix 2026, Wout van Aert corona un sogno: “Questa vittoria significa tutto per me. Vincere così, davanti a Tadej Pogačar, la rende ancora più speciale”
Finalmente Wout van Aert alla Parigi – Roubaix 2026. Il belga realizza la corsa perfetta superando in uno sprint a due il campione del mondo Tadej Pogačar, con il quale si era involato nel finale resistendo a ogni accelerazione del fenomeno sloveno. Una vittoria che segna la consacrazione di una carriera vissuta sicuramente con tanti alti, ma anche tanta sfortuna, soprattutto nei momenti chiave in vista dei grandissimi appuntamenti a lui più cari, fra cui proprio l’amato Inferno del Nord. Dopo la Milano – Sanremo 2020, il leader della Visma | Lease a Bike conquista dunque finalmente una corsa a cui teneva particolarmente, per moltissimi motivi. Il primo, lo spiega lui stesso subito dopo l’arrivo.
“Questa vittoria significa tutto per me – commenta dopo l’arrivo – È stata un obiettivo sin dal 2018, la prima volta che l’ho fatta. Sono passati otto anni e quella volta ho perso un compagno e da allora volevo vincere per lui, Michael Goolaerts. In particolare per la sua famiglia, ma anche i miei amici e compagni di quella squadra. fu una giornata terribile per tutti noi”.
Da allora ci ha sempre provato, ma spesso è capitato qualcosa che lo ha frenato. Momenti duri, che tuttavia son serviti: “Sono stato spesso sfortunato in questa corsa, ma mi ha dato l’esperienza che oggi mi è servita. anche nei momenti difficili oggi pensavo che potevo farcela e non ho mai smesso di crederci”.
La favola si è dunque compiuta finalmente oggi: “Ci sono stati momento molto duri, ma nei giorni successivi mi sono svegliato sempre pronto a combattere di nuovo. E ra non c’è modo più bello che vincere davanti al campione del mondo. È un fenomeno e vincere davanti a lui i questo modo per me è davvero speciale”.
Un arrivo mitico che aveva sognato e costruito nella sua mente: “Quando sono entrato nel velodromo ho applicato il mio piano. Nei miei sogni e nella mia preparazione ho fatto mille volte questa volata. sapevo cosa dovevo fare, ma la parte più difficile era arrivarci. Tadej mi ha attaccato tante volte ed ero al limite in alcuni momenti”.
Un giorno dunque speciale, che riconcilia con la sfortuna del passato: “Questa è una corsa caotica, tutti arrivano all’arrivo con la propria storia da raccontare. Ed questo che la rende magnifica. in giornate come questa è la corsa più bella del mondo”.
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